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28th
GIU

Google spiega l’acquisto di Doubleclick

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Posted by RedSend | Filed under Google, Varie

L’acquisizione da parte di Google di Doubleclick, il colosso dell’advertising online, ha scatenato moltissime polemiche e preoccupazioni riguardo possibili minacce alla privacy e al libero mercato. Così nonostante all’epoca fossero state date immediate abbozzate spiegazioni, ora Google ha ritenuto opportuno tornare sull’argomento per approfondire il suo punto di vista sull’operazione.

A firmare l’intervento è Alex Kinnier, Group Product Manager, tramite il blog ufficiale dell’azienda di Mountain View, che con linguaggio chiaro e partendo da zero spiega come funzioni il business dell’advertising, come stiano messi i diversi player e fornisce una serie di ragioni schematiche per le quali Google ha deciso di comprare Doubleclick.

google-doubleclick.png

Il primo concetto portato avanti è quello per cui Google vende spazi per pubblicità text based (il 40% del totale pubblicitario) ma al contrario di MSN e Yahoo! non è presente anche nel settore dei display ads (le pubblicità grafiche che sono un altro 40% del mercato), mentre Doubleclick ha due prodotti principali: uno è un’utility per la gestione della campagna pubblicitaria e l’altro invece è uno strumento per i publisher che consente di ottimizzare gli spazi pubblicitari e la gestione degli stessi sui propri siti. Doubleclick quindi si occupa di gestire le campagne dei display ads da entrambe le parti e assicurarne l’efficacia ai clienti.

L’acquisizione dunque aveva lo scopo di acquisire un’azienda che ha dei prodotti complementari a quelli di Google; avere responsabilità interne nella fornitura di statistiche e nella pianificazione di campagne AdWords; portare avanti la pubblicità online combinando le due diverse esperienze delle aziende; avvantaggiare i publisher nell’ottimizzare la gestione dei propri spazi.

Insomma, conclude Alex Kinnier: «crediamo che Doubleclick potrà aiutare Google ad offrire un servizio migliore nel campo dei display ads e da un punto di vista tecnico saremo anche in grado di ridurre i tempi di caricamento delle pagine».

È dunque idea di Google che tutti quanti trarranno profitto da questa unione, sia i pubblicitari che i publisher (che avranno strumenti migliori per ottimizzare i loro servizi) e inoltre anche il mercato ne beneficierà dati i pesanti investimenti nella ricerca e nello sviluppo che saranno fatti.

L’intervento di Google giunge probabilmente tardivo, ma giunge allo stesso tempo in anticipo rispetto alle ipotizzate indagini delle autorità relativamente alla bontà degli esiti di mercato dell’operazione soprattutto in tema di concorrenza e privacy.

News presa da Html.it

Come potete leggere anche questa volta sembra che google faccia tutto ciò più per il bene degli altri che per un proprio profitto. Ma quanto sei buono Google!?!?!?

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27th
GIU

Via Google dai nostri PC!!!

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Posted by deepred | Filed under Varie

Ok ok!!! Il titolo può sembrare un pò esagerato!!! Ormai Google è dovunque. Eppure si può sempre cominciare…

E quale sarebbe l’alternativa? L’alternativa è Ask.com

Per spiegarvi cos’è Ask.com, dovrò raccontarvi un pò di storia dei motori di ricerca (quindi mettetevi comodi e cominciate a sgranocchiare patatine e pop-corn): nel lontano 1998, sulla East Cost, un giovane scenziato, Jon Kleinberg, stava lavorando ad un progetto di motore di ricerca per il web chiamato HITS. Il suo algoritmo usava la struttura ad hyperlink del web: una idea innovativa per quel tempo, quando tutti i maggiori motori di ricerca usavano solo il contenuto testuale delle pagine. Contemporaneamente, sempre sulla East Cost, ma in un’altra università Sergey Brin e Larry Page, stavano lavorando su un progetto simile chiamato PageRank, usando le camere dei dormitori dell’università come ufficio per la lora “azienduccia”, che sarebbe divenuta il gigante Google. Kleinberg invece non provò a sviluppare HITS, ma si dedicò all’attività accademica, diventando uno dei più innovativi e autorevoli scienziati del settore. Tuttavia, altri, pensarono di usare le sue geniali intuizioni: nel 2002 nasce il motore di ricerca Teoma che usa un’estensione dell’algoritmo HITS come base della sottostante tecnologia. Teoma negli anni si è continuato ad evolvere, cambiando anche nome appunto in Ask.com

Dal punto di vista algoritmico HITS ha il vantaggio rispetto a PageRank di non essere indipendente dalla query, ossia tale che le pagine più autorevoli sono cercate in base alla stringa cercata e non in maniera indipendente da essa. Da un punto di vista di funzionalità, sembra anche ben fornito: ricerca immagini, personalizzazione dell’interfaccia, barra Ask (come la google toolbar), anteprima dei siti,…

Che ne dite vale la pena provarlo?

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26th
GIU

SSL assente? No problem… usa CHAP login system

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Posted by RedSend | Filed under Programming

No non temete, non volgio vendervi nulla, in questo post vi voglio introdurre ad un problema molto comune, ovvero quello di inviare atraverso le form html informazioni sensibili, come nome utente e password, su un canale insicuro non protetto. E’ fobia comune tra i più paranoici e anche quelli un pò meno, assicurarsi che ogni qual volta si inseriscono informazioni sensibili in un form html, controllare che la connessione avvenga tramite protocollo https e quindi utilizzando ssl per rendere il canale sicuro e criptato. A volte però capita che il server su cui si vanno ad inviare i dati non supporta il protocollo https, come ad esempio il server su cui risiede questo blog, quindi ogni qual volta inserisco nome utente e password per accedervi, le informazioni viaggiano in chiaro sotto gli occhi di tutti. Una possibile soluzione a questo inconveniente è l’utilizzo di un protocollo per l’autenticazione che garantisce la segretezza delle informazioni da inviare nonostante viaggino su un canale insicuro. Tra i vari protocolli che esistono, CHAP è uno di questi. Il suo funzionamento è molto semplice e per implementarlo è richiesta solo una funzione hash valida e la possibilità di concatenare delle stringhe :).

CHAP login system

Il livello di sicurezza di questo protocollo è pari a quello della funzione hash che si utilizza, giusto per essere chiari, una funzione hash è, scusate la ripetizione, una funzione univoca operante in un solo senso (ossia, che non può essere invertita), atta alla trasformazione di un testo di lunghezza arbitraria in una stringa di lunghezza fissa, relativamente limitata (info). L’idea che sta dietro al protocollo CHAP è questo:

  1. Il server al momento della richiesta del form per effettuare il login, generera un numero casuale che non si ripeterà in futuro e lo inserirà all’interno della sessione associata con il client che ha effettuato la richiesta e all’interno del form in un campo hidden
  2. Il client (il browser), riceverà il form con il numero generato dal server, farà inserire nome utente e password all’utente e al momento della sottomissione del form, provvederà a concatenarà le stringhe corrispondenti al nome utente, alla password e al numero inviato dal server le passerà alla funzione hash che restituirà una stringa di lunghezza fissa, la quale sarà l’unico dato insieme al nome utente ad essere inviato al server attraverso il canale di comunicazione non protetto.
  3. Il server per verificare se nome utente e password inviati dal client sono corretti, provvederà ad effettuare le stesse operazioni di prima, quindi concatenerà nome utente e password, recuperandole da un database o ovunque si voglia, aggiungerà anche il numero casuale generato recuperandolo dalla sessione associata al client e sulla stringa ottenuta vi calcolerà l’hash. Se il risultato ottenuto dalla funzione hash corrisponde alla stinga che ha ricevuto dal client, allora vuol dire che sono state usate le stesse informazione per calcolare l’hash e quindi che il nome utente e password erano corrette.

In questo modo l’unica informazione che viaggerà nel canale non protetto è la stringa corrispondente all’hash dei dati inseriti nel client, quindi essendo una funzione non invertibile, cioè che dall’hash di una stringa non è possibile ricavarne la stringa originale, anche se qualcuno è in ascolto sul canale non saprà cosa farsene dei dati catturati.

A questo indirizzo vi è una guida più dettagliata del protocollo e su una sua possibile implementazione utilizzando php e javascript.

Altri link: libreria MD5

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25th
GIU

Bug fixed - Sayfa Sayac (Page & Pages read counter)

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Posted by RedSend | Filed under BugFix

Sayfa Sayac (Page & Pages read counter) è un plugin per wordpress che effettua delle statistiche sulle letture delle pagine. Questo plugin con la versione 2.2 (non sò con le precedenti) presenta un problema con i feed rss2 dei commenti. In particolare quando si vanno a recuperare i feed-rss dei commenti una delle query che viene invocata, genera un errore di questo tipo

WordPress database error: [Unknown column 'ss21.sayac_toplam' in 'field list']

SELECT SQL_CALC_FOUND_ROWS wp_posts.*, ss21.sayac_toplam, ss21.sayac_bugun, ss21.anlik_en_fazla_kisi, ss21.son_okuma FROM wp_posts WHERE 1=1 AND wp_posts.ID IN (156,152,149,149,149,144,1,145,144,144) ORDER BY post_date DESC LIMIT 0, 10

che inserito nel file xml contenente i feed-rss2 dei commenti, provoca un errore di parsing del file e quindi di conseguenza rende il file rss non valido.

Non vi sto a dire quello che ho passato per trovare l’errore, ma per risolvere questo problema basta semplicemente commentare la riga 1037 del file wp-includes/query.php, la riga in questione esegue l’istruzione < $join = ”; > perciò state attenti nel caso state usando una versione diversa dalla 2.2, perchè andando a mettere mano nel codice il numero di riga potrebbero cambiare.

Sicuramente questa non è la soluzione migliore per risolvere il problema, sicuramente si dovrebbe agire nel plugin (penso di aver intuito anche dove) e non nel codice di wordpress, ma siccome ora non ho molto tempo da dedicarci, penso che questa soluzione vada benissimo.

Dopo aver apportato la modifica ho provato molte funzionalità di wordpress che pensavo potessero utilizzare il codice modificato, per vedere se questa modifica aggiustava una cosa e ne rovinava un’altra. Sembra che sia tutto apposto. Se scoprite qualcosa che non và segnalatemela pure che vedremo di trovare un’altra soluzione.