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Primi passi con… Solaris

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Posted by deepred | Filed under Programming, Varie

Credete che solo raphè possa provare nuovi sistemi operativi (ReactOS) o nuove distribuzioni (qui la lista sarebbe lunga)?
Vi sbagliate. Anche io mi sono avventato a installare su un hard disk appositamente dedicato del mio pc qualcosa di nuovo. Se tuttavia raphè è guidato in questo “gioco” dal nobile obiettivo di trovare la distro buona per tutti, l’alternativa perfetta a Windows, io mi sono posto come obiettivo qualcosa di più personale: cercare di conoscere più a fondo alcuni dei sistemi operativi oggigiorno utilizzati.
Questo significa voler provare alcune distro “genitrici” di Linux come Debian e Slackware, ma sopratutto sistemi operativi, vecchi e nuovi, che abbiano ancora una fetta di mercato sia nei desktop sia nei server, come i sistemi operativi BSD o Solaris.
Ed è stato proprio Solaris, il primo dei sistemi a cui ho dato la mia attenzione.

sun-solaris-logo.jpg

Solaris è un sistema operativo sviluppato dalla Sun principalmente per le sue workstation ma adatto a funzionare anche su qualsiasi macchina con architettura x86 e SPARC. Il sistema è adatto soprattutto ai sistemi server e la Sun fornisce un enorme quantità di documentazione riguardo all’installazione, alla configurazione e all’amministrazione di questo sistema su reti locali e anche geografiche.
Oggi ho proceduto con l’installazione sul mio pc di cui riassumo brevemente alcune delle principali caratteristiche:

  • CPU AMD Athlon 1700+ (32 bit con circa 1500Mhz)
  • RAM da 256MB
  • VGA nVidia GeForce MX 400

È evidente come non si tratti di una “bomba”, ma con Gentoo installato fa il suo bravo lavoro di server per la mia rete locale e di client mail e peer-to-peer. Come dicevo, ho recuperato un hard disk da 40 GB che per l’appunto ho deciso di dedicare ai miei test.

Mi armo quindi di una guida all’installazione, inserisco il dvd nel lettore e si verifica il primo inconveniente: non essendo dotato di una RAM da 512MB non posso usufruire dell’agevole interfaccia grafica, ma mi devo accontentare dell’equivalente interfaccia a caratteri. Scelgo la lingua Italiana e avvio la procedura di preparazione dell’installazione: configuro la rete, il fuso orario, la password di root, i servizi di rete attivati di default (questa caratteristica dimostra la natura prevalentemente server del sistema operativo).

Si procede quindi entrando più a fondo: si accetta la licenza, seleziona la localizzazione desiderata, seleziona il software di interesse. Le diverse configurazioni sono:

  • Prodotto completo con supporto OEM
  • Prodotto completo
  • Configurazione per sviluppatori
  • Configurazione per l’utente finale
  • Configurazione di base del sistema
  • Configurazione di base con funzioni di rete

Sebbene il prodotto completo presenti sinceramente troppi software da installare, alcuni secondo me anche inutili, seleziono questa opzione. Sarebbe possibile anche personalizzare l’installazione eliminando qualche pacchetto, ma non è consigliabile non avendo la possibilità di gestire le dipendenze in questa fase.

Dopo aver scelto il tipo di installazione si seleziona il disco su cui installarlo: nel mio caso, non trattandosi del dispositivo di boot predefinito, si chiede se si vuole modificare quest’ultimo. Non facendolo sarò continuamente avvertito che per avviare solaris dovrò modificare le opzioni di boot al bios.

Quindi si procede all’indicazione delle partizioni installate: come per Linux bastano le 2 partizioni di root e di swap ma è possibile aggiungere altre particolari partizioni. Lascio la struttura di default.

A questo punto lancio l’installazione vera e proprio. E qui il secondo spiacevole inconveniente. Tutto si blocca. Sono costretto a ripetere l’intera procedura, per ottenere stavolta il risultato desiderato: dopo molto tempo, forse troppo (circa 3-4 ore) Solaris 10 è installato.

Al riavvio con gentoo aggiungo queste poche righe alla configurazione di grub:

title Solaris
rootnoverify (hd1,0)
makeactive
chainloader +1

Riavvio nuovamente e quindi eseguo il boot da Solaris: cosa abbastanza lenta in quanto carica una lista di ben 160 “service descriptions”, crea coppie di chiavi pubbliche e private. Dopodiché viene prevista l’installazione di software aggiuntivo (nel caso di installazione da CD è necessario per procedere con l’installazione dagli ulteriori cd). Quindi al successivo riavvio ho finalmente la posibilità di entrare nel mio sistema Solaris come utente root. Qui posso anche scegliere se utilizzare come desktop predefinito Java Desktop System o un Common Desktop Environment: quest’ultimo è un ambiente desktop abbastanza minimale e forse anche un po’ troppo vecchio; il primo invece non è nient’altro che un ambiente grafico GNOME adattato per Solaris.

Ora che l’installazione è completa, ci sarà da smanettare un po’ per vedere come migliorare il tutto. Ma questo sarà argomento dei prossimi post.

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Reader's Comments

  1. raphè |

    mi sorprende che non gestisca le dipendenze in fase di installazione!

    perché non posti qualche foto?

  2. raphè |

    ma hai installato solaris “puro” o indiana?
    su pollycoke è appena apparso un articolo su di essa.

    è il progetto del fondatore di debian di portare solaris a tutti, basandosi sull’esperienza linux e il percorso ubuntu.

  3. deepred |

    avevo letto pure io di opensolaris (o Indiana o il nuovo progetto di Ian Murdoch ovvero il papà di Debian), ma per ora mi sono dedicato sul solaris puro della sun. Prossimamemente mi dedicherò ad opensolaris

    per quanto riguarda le foto avevo appena avviato per la prima volta e per quel motivo non ho controllato nemmeno internet e varie cose, quindi il post l’ho scritto dal portatile e non potevo usare lo screenshot. Al prossimo post su Solaris ci sarà lo screenshot

    per quanto invece riguarda la gestione dei pacchetti è proprio così: in fase di installazione le dipendenze non sono gestite. Tanto è verò che l’interfaccia indica la possibilità di personalizzare l’installazione, ma avvisa che per farlo bisogna essere a conoscenza delle dipendenze. Non ho ancora avuto modo di vedere come è la gestione dei pacchetti nel sistema operativo installato e penso che sarà questo l’argomento del prossimo post.

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