Post  |  Commenti

Post Meta

8th
NOV

Solaris! Terrore e Spavento

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

Posted by deepred | Filed under Programming, Varie

Continua la mia esperienza con Solaris. Se nel precedente articolo, vi avevo descritto la fase di installazione, ora voglio descrivervi i primi giorni di esperienza con questo nuovo sistema operativo, giorni che, come afferma il titolo, mi hanno provocato “Terrore e Spavento”.

screeshot.png

La prima cosa che ho pensato di fare è stata quella di aggiungere un nuovo utente al sistema. Come detto nel precedente articolo infatti durante l’installazione veniva creato solo l’utente amministratore ed avevo effettuato il mio primo ingresso come root. Così, analizzando un po’ scopro che la gestione degli utenti è equivalente a quella dei sistemi Unix: stesso file /etc/passwd, stessi comandi useradd e userdel. Confortato da ciò creo il mio utente deepred e provo l’accesso: non va. Sarà una questione di permessi. Così provo ad individuare il gruppo necessario per riuscire ad eseguire il login grafico. Nessuna di queste prove ha successo. Così decido finalmente di prendere in mano la guida e seguirne le indicazioni. E la guida mi rimanda ad un potentissimo strumento rappresentato dalla Solaris Management Console, che ti permette di tenere sotto controllo l’intera macchina e in particolare ti permette di aggiungere o rimuovere un utente in pochi click. Il problema è che questo strumento così potente non è accessibile da nessun menu dell’interfaccia grafica (né sono presenti in esso applicazioni alternative per la gestione degli stessi problemi), ma solo digitando da terminale il comando /usr/sadm/bin/smc. Diciamo che non è il massimo dell’usabilità.

Riesco ad entrare finalmente all’interno del mio Desktop Environment come utente non root e mi rendo conto di un’altra spiacevole caratteristica: non c’è il completamento automatico. Aiuto!!! Dopo un po’ di ricerche capisco qual’è il problema: non sto usando bash, ma sh, ossia la shell minimale da cui dipendono le diverse più evolute bash o csh. Anche stavolta tento l’approccio a-la-linux, editando il file modificando le informazioni dell’utente deepred da linea di comando. E stavolta tutto ha funzionato perfettamente.

Allora decido di procedere con la gestione dei pacchetti. Come già detto, in fase di installazione procedetti con l’installazione completa, poiché in quella fase non era supportata la gestione delle dipendenze. Quindi penso ora di cominciare a disinstallare quelle applicazioni che ritengo siano inutili sul mio pc. Per farlo utilizzo la Solaris Product Registry GUI. Ancora una volta come per la Management Console tale applicazione non è presente nei menu del Desktop Environment, ma avviabile da terminale con il comando prodreg. È un’applicazione Java e in quanto tale piuttosto lenta. Offre una vista ad albero delle applicazioni installate. Le applicazione sono rappresentate da packages (formato .pkg) e disinstallabili semplicemente attraverso il registro del prodotto. Alcune di questi packages sono inoltre associati all’interno di una più grande unità, una directory: in una directory quasi tutti i packages dipendono l’uno dall’altro. La gestione delle dipendenze non finisce qui: per ogni pacchetto selezionato per la disinstallazione vengono verificate le dipendenze e segnalate all’utente. Se costui decide tuttavia di procedere, questo non comporta anche la disinstallazione dei pacchetti che da esso dipendono, rischiando di far sì che il sistema finisca per rimanere in uno stato inconsistente.

Ed è proprio questo che è successo. Non so se per colpa mia o per una dipendenza non dichiarata, mi sono trovato ad un successivo accesso a Solaris a non riuscire ad avviare l’ambiente grafico Java Desktop Environment. Aiuto!!! Terrore e Spavento! Per fortuna riesco ad accedere al Common Desktop Environment (il DE minimale a cui avevo accennato nel precedente articolo) e da qui cerco di risolvere il problema. La prima cosa che penso di fare è quella di verificare se esistono pacchetti danneggiati usando prodreg da linea di comando: una operazione assurda, richiederebbe di verificare ciascuno dei pacchetti installati, impensabile, e che oltretutto da sempre risultati negativi.

Comunque dopo un po’ di prove mi rendo conto di aver cancellato una libreria di Gnome necessaria. Cerco dalla guida come installare software e mi viene indicato di eseguire l’installer presente sul DVD. Lo avvio, ma… Nulla!!! Nessuna applicazione può essere installata in questo modo. L’alternativa potrebbe essere data dallo stesso prodreg usato per l’installazione: ma qui sono elencate solo le applicazioni installate e non quelle installabili. E il sistema di installazione fornito dalla GUI del registro dei prodotti consiste in null’altro che invocare l’installer da DVD. Ancora nessun applicazione individuabile per l’installazione.

Questo comportamento mi fa pensare anche ad un problema di DVD danneggiato (confermato dal fatto che il DVD si blocca ad una nuova installazione del sistema). Ma lo stesso succede anche con una nuova copia del DVD. Comincio a perdere le speranze, a temere di non potercela fare. Mi vedo sconfitto. Ma tento ancora un ultima carta: navigando nel DVD scopro una sezione prodotti con una enorme quantità di packages (1782 per la precisione) e tra queste trovo con un po’ di fortuna quella che potrebbe interessare. Resta da capire come si fa ad installare. Siccome le alternative grafiche non funzionano, proviamo con quelle da terminale: pkgadd, pkgrm, pkgchk, … Ma non esistono… command not found. Ma certo!!! Devo essere root per installare un package.

E così ancora una volta gli attimi di “terrore e spavento” si trasformano in una nuova esaltante vittoria… Oltre agli scherzi è interessante osservare che questa mia non felice esperienza dimostra una gestione dei pacchetti di Solaris che lascia molto a desiderare: dipendenze solamente indicate ma non gestite (con il rischio di sistema inconsistente), ricerca dei pacchetti assolutamente assente (bisogna andare a tentativi con dei nomi di package nemmeno tanto semplici da decifrare). Credo che il lavoro da fare in questo senso sia parecchio e spero che OpenSolaris (l’altra versione dello stesso sistema operativo) sia su questa strada. Intanto procederò nell’analisi di questo sistema operativo e vi darò presto nuovi risultati e giudizi.

Tags: > > > > > > >

Reader's Comments

  1. Musikele |

    ormai stiamo diventando un laboratorio di sistemi operativi.

  2. Dusk |

    Brrr… APT tutta la vita… :P
    Cmq, se mai avro’ tempo di provare qualcosa di “diverso”, credo che sarà OpenBSD… se ce l’hai in lista fammi sapere che magari poi ci organizziamo :)

  3. deepred |

    ma direi anche emerge tutta la vita…

    cmq in ogni caso pensavo di provare i sistemi bsd dopo solaris (più o meno fra un paio di settimane). Ma pensavo di cominciare con freebsd. Cmq se ci organizziamo insieme posso pensare di cambiare l’ordine…

Leave a Reply

Il contenuto di questo Blog è rilasciato sotto Licenza Creative Commons (Leggi)