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Memex: il papà del web…e non solo

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Posted by raphe | Filed under Lo sai Perchè, Motori di ricerca

Chi segue redsend sicuramente si sarà accorto della mia passione per gli aneddoti storici del nostro meraviglioso mondo informatico. Oggi volevo dire qualche parolina su una “macchina” pensata 80 anni fa e che analizzata oggi fa paura per la sua attualità!
La macchina in questione è il Memex e lo scienziato autore di essa fu Vannevar Bush. Premetto, prima di iniziare l’articolo, che non ho la pretesa di trattare l’argomento in modo esaustivo, voglio solo portare a conoscenza ai più di qualcosa che ritengo importante e passare qualche link interessante.

Diciamo subito che il Memex in realtà è stata una macchina teorica, non essendo stata mai realizzata da Bush. Ma l’idea alla base di essa è a dir poco straordinaria, vista l’epoca in cui è nata e, visto che ha portato alla nascita di una cosa chiamata WEB.

memex.gif

 

Bush notò l’espansione esponenziale dei dati che l’uomo era tenuto a memorizzare, organizzare e controllare. Si accorse che il solo apporto della mente non bastava più e ideò una macchina che avrebbe permesso di rendere più efficienti queste operazioni. La macchina in questione, il Memex (ideata negli anni ‘30), avrebbe permesso al suo possessore di memorizzare documenti, libri, comunicazioni e altro, poi attraverso un sistema meccanico di collegamento e reperimento dei dati, sarebbe stato facile effettuare dei collegamenti logici tra le informazioni memorizzate ed arrivare (attraverso qualcosa simile ad una ricerca) al dato cercato a partire da qualcos’altro.
Le tecnologie disponibili all’epoca non permisero la costruzione della macchina, ma Bush, in modo paurosamente lungimirante, si accorse che col passare del tempo, l’avanzare delle tecnologie legate ai calcolatori meccanici lo avrebbero permesso.

Tutta la teoria relativa a questa fantastica macchina, è illustrata in un articolo chiamato “As we may think” (come potremmo pensare), pubblicato nel 1945, il cui testo originale può essere letto qui (in inglese) o in una traduzione italiana. L’articolo è abbastanza lungo, se vi scocciate di leggerlo tutto potete trovare qui le argomentazioni principali (sito da cui è tratta l’immagine sopra).

Si capisce facilmente che l’idea del Memex è quella alla base del Web: un numero elevatissimo di documenti di ogni tipo sono conservati, organizzati, messi in relazione tra loro e sono consultabili con motori di ricerca. Qualcuno dice che il Memex sia anche alla base dei computer insieme alla macchina di Turing (tra l’altro Turing e Bush collaborarono durante la 2° guerra mondiale nel campo della ricerca militare).
Leggendo la pagina su wikipedia pensavo che in realtà anche i moderni concetti di desktop semantico e web semantico affondano radici nel Memex.
Ad esempio questo passo:

“Oltre a cercare e reperire informazioni in questo modo, il memex avrebbe dovuto permettere al lettore di aggiungere note a margine e scrivere commenti sfruttando la fotografia a secco.”

o ancora:

“Appariranno forme totalmente nuove di enciclopedia, già confezionate con una rete di percorsi associativi che le attraversano, pronte per essere immesse nel memex ed ivi potenziate.”

mi suggeriscono un certo collegamento con quello che si cerca di fare oggi: stabilire complesse associazioni tra file, aggiungere commenti, tag, valutazioni ai nostri documenti (si veda nepomuk), effettuare ricerche evolute, stabilire collegamenti web che abbiamo relazioni “qualificate”, ecc.
Da questo punto di vista, ci sono ottime speranze e ancora tanto lavoro da fare, ma ancora una volta pensare che Bush l’aveva ideato 80 anni fa fà venire la pelle d’oca.

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