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dicembre 21, 2008 -
Linux -
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21st
DIC
Problemi con Khotkeys4? Usiamo xbindkeys
Posted by redsend | Filed under Linux
Questo articolo è stato pubblicato 1 anno 8 mesi 13 giorni giorni fa quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi. Questo sito non è responsabile per eventuali errori causati da questo problema.Purtroppo per noi utenti KDE, KHotKeys in kde4 ha smesso di funzionare, almeno per ora. Come si legge in questi report:
http://bugs.kde.org/show_bug.cgi?id=160892
http://bugs.kde.org/show_bug.cgi?id=165441
c’è bisogno di un completo redesign che quindi impiegherà un po’ di tempo per essere portato a termine. Soprattutto visto che il programmatore è unico, almeno come si capisce dal report. Spero che qualche utente kde-4.2 possa darmi qualche bella notizia.

In tutti i casi esiste una valida alternativa: xbindkeys.
Questo programma permette, come si evince dal nome, di associare comandi alla pressione di tasti.
Vediamo un pò come utilizzarlo.
Prima di tutto generiamo il file di configurazione di default che dopo modificheremo.
xbindkeys –defaults > ~/.xbindkeysrc
A questo punto diamo un occhiata al file generato per renderci conto come associare altri tasti. Ecco come è strutturata una voce del file di configurazione
“ksnapshot”
m:0×0 + c:111
Print
La prima riga tra le virgolette è il comando che deve essere eseguito, la seconda riga sono i tasti associati al comando in versione keycode. Se vi state chiedendo come fate a sapere quale keycode corrisponde a quale tasto non vi preoccupate, ci arriviamo tra un attimo. La terza riga è il “nome” associato al keycode, potete usare entrambi le specifiche che nell’esempio oppure anche singolarmente.
Ora vediamo come riempire il file di configurazione con le nostre scorciatoie.
Lanciando in una console il comando:
xbindkeys –key
si aprirà una finestra. Appena vedete la finestra aperta potete premere il tasto che volete associare ad comando. Appena lo rilasciate la finestra si chiuderà e se osservate nella console apparirà una scritta come questa:
“NoCommand”
m:0×0 + c:111
Print
in quest’esempio ho premuto il tasto “Print”. Se invece la vostra scorciatoia è composta da più di un tasto allora dovete lanciare il comando:
xbindkeys –multikey
e ad esempio otterrete un output come questo:
“NoCommand”
m:0×40 + c:111
Mod4 + Print
dopo aver premuto il “tasto win”+”Print”.
A questo punto potete inserire le righe nel file di configurazione, sostituento “NoCommand” con il comando desiderato.
Potrebbe interessarvi associare il nome ad alcuni tasti che al momento non hanno nessun nome associato. Questo potrebbe capitare con alcuni tasti particolari. Potreste essere interessati a questo perchè un domani, quando andrete ad aprire il file di configurazione, non ricorderete più quale tasto è associato al comando. Se vi interessa associare un nome ad un keycode potrebbe esservi di aiuto questo post: Gentoo linux & dell xps m1330: tasti speciali & multimediali.
Adesso non rimane che far partire ad ogni avvio il programma xbindkeys. Io siccome lo uso esclusivamente per programmi grafici, ho inserito in .kde4/Autostart/xbindkeys.sh le righe:
#!/bin/bash
xbindkeys -f ~/.xbindkeysrc
Ricordatevi di dare i permessi di esecuzione a questo script.
A questo punto sembra tutto finito. Possiamo utilizzare le scrociatoie indipendentemente dall’enviroment grafico che usiamo, che sia Kde o Gnome o altro…
Per errori e consigli, segnalate nei commenti.


solo un ‘no comment’
grazie
attendevo con ansia di vedere se kde sarebbe riuscito a farmi cambiare idea e abbandonare gnome.
posso solo dire che la politica di rilascio di kde4 è stata un suicidio, e che questo è il genere di cose che fa male al software libero, perchè danno una idea di approssimazione ed inaffidabilità totali.
se si vuole procedere ad un ridisegno totale dell’interfaccia grafica, questa dovrebbe restare in beta sino a che il sistema non sia pronto e completo.
non si parla di qualche baco da risolvere ma di intere infrastrutture che non funzionano.
non sarebbe stato meglio lasciare kde4 in beta e dichiare che l’unico ambiente ancora ufficialamente supportato era il vecchio e stabile 3,5? non si sarebbe rischiato di vedere intere distribuzioni equipaggiate con un sistema desktop ancora incompleto… detto questo, ottimo articolo