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	<title>Redsend Blog &#124; Programmazione, web, open source, linux e apple</title>
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		<title>Dai forza al dottorato</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 08:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepred</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università ]]></category>

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		<description><![CDATA[Come già abbiamo fatto in passato, anche questa volta redsend.org è orgogliosa di supportare un&#8217;altra campagna dell&#8217;ADI (Associazione Dottorandi Italiani): dopo la campagna &#8220;Se potessi avere mille euro al mese&#8230;&#8221;, conclusasi con successo, ora l&#8217;associazione promuove la petizione &#8220;Dai forza al dottorato&#8221;, con cui si cerca di ottenere un riconoscimento maggiore dal punto di vista lavorativo nella scuola, negli impieghi pubblici e nel privato del titolo di dottorato. Per saperne di più e per firmare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Come già abbiamo fatto in passato, anche questa volta <a href="http://www.redsend.org">redsend.org</a> è orgogliosa di supportare un&#8217;altra campagna dell&#8217;<a href="http://www.dottorato.it" target="_blank">ADI (Associazione Dottorandi Italiani)</a>: dopo la campagna <a href="http://www.redsend.org/2007/11/30/se-potessi-avere-1000-euro-al-mese/">&#8220;Se potessi avere mille euro al mese&#8230;&#8221;</a>, conclusasi con successo, ora l&#8217;associazione promuove la petizione <strong>&#8220;Dai forza al dottorato&#8221;</strong>, con cui si cerca di ottenere un riconoscimento maggiore dal punto di vista lavorativo nella scuola, negli impieghi pubblici e nel privato del titolo di dottorato.</p>
<p>Per saperne di più e per firmare la petizione visita la pagina web della campagna: <a href="http://www.dottorato.it/titolodottore" target="_blank">http://www.dottorato.it/titolodottore</a>.</p>
<div class="shr-publisher-918"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Anonimato in rete: TOR</title>
		<link>http://www.redsend.org/2008/01/12/anonimato-in-rete-tor/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 11:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepred</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<description><![CDATA[Già in un precedente articolo avevo detto che avrei parlato di TOR. È passato un po&#8217; di tempo, ma non me ne sono dimenticato. Effettivamente negli ultimi tempi mi sono interessato parecchio a questo strumento di sicurezza installandolo nella mia LAN domestica e analizzandolo poi in dettaglio per motivi di studio. Ma procediamo con cautela. TOR (The Onion Routing) è un progetto open-source sviluppato da &#8216;The Free Haven Project&#8217;. Consiste in un overlay network progettata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Già in un <a href="http://www.redsend.org/2007/10/28/la-redazione-di-redsendorg-al-linux-day-2007/">precedente articolo</a> avevo detto che avrei parlato di TOR. È passato un po&#8217; di tempo, ma non me ne sono dimenticato.</p>
<p>Effettivamente negli ultimi tempi mi sono interessato parecchio a questo strumento di sicurezza installandolo nella mia LAN domestica e analizzandolo poi in dettaglio per motivi di studio. Ma procediamo con cautela.</p>
<p align="center"><a href="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/tor_sticker.png" title="tor_sticker.png" rel="shadowbox[sbpost-326];player=img;"><img src="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/tor_sticker.png" alt="tor_sticker.png" /></a></p>
<p>TOR (The Onion Routing) è un progetto open-source sviluppato da &#8216;The Free Haven Project&#8217;. Consiste in un overlay network progettata per anonimizzare applicazioni TCP-based. Quella dell&#8217;anonimato è una delle features che caratterizzano la sicurezza informatica, come la privacy o l&#8217;integrità.<br />
<span id="more-326"></span><br />
&#8220;L&#8217;anonimato rappresenta la segretezza dell&#8217;identità delle parti coinvolte in una conversazione o nella trasmissione di dati di qualsiasi genere. Tutelare l&#8217;anonimato significa consentire agli interlocutori coinvolti in una trasmissione o in una conversazione a comunicare senza rilevare la propria identità, indipendentemente dalla segretezza dei contenuti.&#8221; Ma cosa significano queste 2 frasi? Proviamo a spiegarlo con qualche esempio.</p>
<p>Penso che vi sia capitato di dover partire per un viaggio e di cercare su Internet informazioni relative ai voli, all&#8217;alloggio e simili. Poi, dopo qualche giorno andate ad aprire la vostra mailbox e cosa ci trovate? La newsletter di Libero (piuttosto che quella di qualsiasi gestore di posta) vi riporta delle informazioni su viaggi a basso costo, su alberghi a cinque stelle in località paradisiache e così via. Poi andate sul sito di Repubblica (piuttosto che qualsiasi quotidiano on line) per leggere la notizia dell&#8217;accordo sul welfare tra governo e sindacati e appare in alto a destra un banner pubblicitario di una società aerea che reclama una offerta speciale di un pacchetto di cinque giorni in una bellissima isola del pacifico.</p>
<p>Ovviamente questo è solo un esempio, ma di casi del genere ce ne sono parecchi. E credete davvero che la coincidenza tra il vostro viaggio in preparazione e la newsletter ricevuta o il messaggio pubblicitario visto sia puramente casuale. Non è così. Esistono aziende, come FastClick e DoubleClick, che svolgono proprio questo lavoro: tracciano i siti che state visitando, tracciano dove siete stati, per quanto tempo, dove avete cliccato e poi vendono questo vostro profilo, tutte queste vostre informazioni ad aziende pubblicitarie che hanno il compito di preparare pubblicità ad-hoc.</p>
<p>Ma per fortuna FastClick e DoubleClick non controllano l&#8217;intera rete. Ma allora pensate ad uno scenario ancora peggiore: pensate per esempio che una agenzia del genere controlla tutte le vostre ricerche su google (BigG è o no la porta di accesso alla rete nel 90% dei casi), magari abbia la possibilità di controllare anche la vostra mailbox, per esempio GMail, o i vostri segnalibri, come quelli che avete su iGoogle. Ancora una volta questo scenario fantascientifico è più vicino alla realtà di quanto voi pensiate: Google ha acquisito DoubleClick meno di un anno fa.</p>
<p>Ed ora immaginiamo qualcosa di ancora peggio: immaginiamo che al vostro prossimo colloquio di lavoro, dopo l&#8217;usuale &#8220;vi faremo sapere&#8221;, l&#8217;azienda acceda a questa immensa base dati di informazioni che vi riguardano in nome di una non meglio identificata &#8220;precauzione nei confronti di potenziali&#8230;&#8221;.</p>
<p>Vabbè, ma per questo ci sono le leggi sulla privacy, direte voi! Il problema che le leggi sulla privacy sul Web va a farsi benedire. Questo perché qualunque legislazione ha una natura sostanzialmente nazionale, non attraversa i confini all&#8217;interno dei quali è nata. Internet e qualunque crimine ad esso legato è invece per natura globale, per natura non ha confini.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che rimane da fare è quella di proteggere da soli il nostro anonimato. E TOR è uno strumento per farlo. L&#8217;idea è molto semplice: siccome la nostra attività in rete viene tracciata attraverso il nostro indirizzo IP, per rimanere anonimi basterà semplicemente far giungere al destinatario le nostre richieste mediante indirizzi IP differenti. Tale opera anonimizzatrice può essere eseguita da TOR su qualsiasi pacchetto TCP sia inviato dal proprio computer attraverso la rete.</p>
<p>Il suo funzionamento è molto semplice: il client sceglie un insieme di nodi nella rete su cui è installato TOR e costruisce un circuito che li attraversi; durante la costruzione di questo circuito viene pattuita con ciascuno dei nodi una chiave differente; l&#8217;unità trasferita da TOR è una cella, ossia un pacchetto di dimensione fissa; alle celle viene applicata una cifratura a più livelli, con ciascuna delle chiavi pattuite inizialmente; ogni nodo del circuito toglie un livello, proprio come gli strati di una cipolla (onion); l&#8217;ultimo nodo del circuito provvederà così ad inoltrare al destinatario il proprio pacchetto. Le immagini seguenti cercano di rappresentare quanto spiegato qui.</p>
<p align="center"><a href="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/htw1.png" title="htw1.png" rel="shadowbox[sbpost-326];player=img;"><img src="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/htw1.thumbnail.png" alt="htw1.png" /></a><a href="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/htw2.png" title="htw2.png" rel="shadowbox[sbpost-326];player=img;"><img src="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/htw2.thumbnail.png" alt="htw2.png" /></a><a href="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/htw3.png" title="htw3.png" rel="shadowbox[sbpost-326];player=img;"><img src="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/htw3.thumbnail.png" alt="htw3.png" /></a></p>
<p>Chiunque volesse conoscere più in dettaglio TOR lo può fare attraverso lo studio che ne ho fatto insieme a redsend pubblicato <a href="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/10/tor.pdf">qui</a>.</p>
<p>Una delle critiche maggiori che viene portata a TOR è quella che esso fornisce anonimità anche a coloro che lo utilizzano per scopi illegali e criminali. In realtà c&#8217;è da sottolineare che utilizzare TOR a tal fine non è certamente più semplice che configurare una botnet ad hoc con i migliaia di computer mal configurati nel mondo. Inoltre, i progettisti hanno fatto sì che, quantomeno, la natura di queste azioni illecite non venga associata ai nodi della rete TOR, permettendo di rilasciare traffico fuori dalla rete solo volontariamente e prendendo qualsiasi precauzioni si ritenga necessaria prima di far ciò.</p>
<p>Come già detto in precedenza, dopo averlo studiato a fondo, ho provveduto ad installare TOR anche sulla mia macchina Gentoo e farne un proxy per tutta la rete domestica. Il difetto principalmente riconosciuto sta nella latenza aggiunta delle connessioni. Infatti, la latenza e il tempo di caricamento si fanno sentire solo durante le prime connessioni, mentre con l&#8217;utilizzo prolungato diventano sempre meno pesanti, ma comunque percettibili, almeno nella normale navigazione. Non si può dire lo stesso quando si ha a che fare con pagine ricche di immagini o con contenuti multimediali. Qui il tempo di caricamento cresce enormemente.</p>
<p>Un&#8217;altra nota riguarda il fatto che TOR (e i sistemi anonimizzatori in generale) siano poco adatti ad agire sulle reti peer-to-peer, soprattutto quelle (praticamente tutte) che si basano su un sistema di crediti per l&#8217;accesso alle risorse (come eMule o BitTorrent): la variabilità del proprio indirizzo IP non permette di ottenere i crediti necessari.</p>
<p>Ovviamente è necessario sottolineare che TOR non sostituisce tutti i sistemi di sicurezza che oggigiorno sono utilizzati, ma semplicemente si somma ad essi, fornendo una garanzia aggiuntiva alla nostra sicurezza. Non pensate che utilizzare TOR possa, in particolare, servire ad evitare l&#8217;uso di canali sicuri cifrati per il trasferiemto di informazioni sensibili: l&#8217;ultimo nodo del circuito, colui che inoltrerà il proprio traffico al destinatario, potrebbe venire a conoscenza del contenuto del messaggio se la trasmissione non è avvenuta attraverso SSL. E la cosa non sembra per nulla piacevole, soprattutto leggendo la lista di coloro che possiedono exit node (nodi abilitati all&#8217;uscita del traffico fuori dalla rete TOR), tra cui:</p>
<ul>
<li>Alcuni nodi che si chiamano devilhacker, hackershaven e simili;</li>
<li>Un nodo ospitato da un gruppo hacker illegale;</li>
<li>I nodi maggiori forniti dalla stessa persona/organizzazione in Washington DC;</li>
<li>Un nodo fornito dallo Space Research Institute/Cosmonauts Training Center controllato dal governo russo;</li>
<li>Nodi forniti da diversi istituti accademici controllati dal governo negli Stati Uniti, in Russia e in Asia;</li>
<li>Nodi ospitati da criminali esperti in furti di identità;</li>
<li>Un nodo fornito dal Ministero dell&#8217;Educazione di Taiwan (Cina);</li>
<li>Un nodo fornito da un funzionario del governo cinese.</li>
</ul>
<p>E non credo che costoro come tanti altri, spesso anonimi, che possiedano nodi funzionanti, lo facciano solo per solidarietà.</p>
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		<title>Se potessi avere 1000 Euro al mese&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 19:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redsend</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto di seguito il testo della sottoscrizione fatta dall&#8217;AID (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani) che mira a migliorare la situazione lavorativa ed economica dei dottorandi e dottori di ricerca italiani. Questa iniziativa è partita circa 6 mesi fà, ma senza ottenere grandi risultati, solo che ultimamente sembra che qualcosa si stia muovendo (da repubblica.it: &#8220;Se potessi avere mille euro al mese&#8221; la rivolta di dottorandi e ricercatori), vi invito a partecipare alla sottoscrizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Riporto di seguito il testo della sottoscrizione fatta dall&#8217;AID (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani) che mira a migliorare la situazione lavorativa ed economica dei dottorandi e dottori di ricerca italiani. Questa iniziativa è partita circa 6 mesi fà, ma senza ottenere grandi risultati, solo che ultimamente sembra che qualcosa si stia muovendo (da repubblica.it: <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/dottori-ricerca/dottori-ricerca/dottori-ricerca.html" target="_blank">&#8220;Se potessi avere mille euro al mese&#8221; la rivolta di dottorandi e ricercatori</a>), vi invito a partecipare alla sottoscrizione se lo ritenete giusto, io ho già firmato&#8230;</p>
<p align="center"><img src="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/postersepotessiavere2big.jpg" alt="postersepotessiavere2big.jpg" /></p>
<p><strong>Dal sito http://www.dottorato.it/milleeuro/</strong></p>
<p><span id="more-412"></span></p>
<p>Se potessi avere 1000 Euro al mese&#8230; Può essere un sogno? Per molti è oggi così, ad esempio i dottorandi di ricerca italiani, cioè coloro che si preparano a diventare gli artefici dell&#8217;innovazione, del progresso, della trasformazione di una società. Questi giovani ricercatori, se sono fortunati, ricevono oggi in Italia <strong>circa 820</strong> euro al mese, una cifra che non ha paralleli all&#8217;estero e incoraggia la fuga dei cervelli; se non lo sono, come in moltissimi casi, si vedono proporre l&#8217;attività <strong>a titolo gratuito</strong>, consentita dalla legge.   Tutto ciò, nel periodo in cui spesso si affrontano importanti scelte per la propria vita.</p>
<p>Questo è il rilievo che l&#8217;Italia riconosce alla ricerca e chi si avvia a farne la propria professione. Parallelamente, l&#8217;Italia è uno dei paesi con il più basso interesse delle imprese private a sviluppare ricerca e interagire con le università. C&#8217;è uno stretto legame fra questi problemi.</p>
<p align="justify">Vogliamo che <strong>tutti i dottorati di ricerca siano coperti da borse</strong>, finanziate da università, enti di ricerca, fondazioni, pubbliche amministrazioni, o attraverso il <strong>coinvolgimento di imprese</strong>, con collaborazioni che sono comuni all&#8217;estero, e che da noi non si diffonderanno mai finchè gli atenei avranno la possibilità di sfruttare gratuitamente i giovani ricercatori in formazione. Oltre ad essere particolarmente iniqua, questa possibilità è peraltro deleteria per la <strong>qualità dei dottori di ricerca</strong>, poiché da un ricercatore che non è pagato non si può esigere quell&#8217;impegno e quella dedizione sistematica che deve invece caratterizzare <strong>sempre</strong> la formazione alla ricerca e che va verificata e pretesa da ogni scuola di dottorato.</p>
<p>Con questa petizione, chiediamo l&#8217;<strong>elevazione del limite minimo della borsa di dottorato</strong> fino a raggiungere <strong>almeno i 1000 euro mensili</strong>, nonché l&#8217;<strong>obbligatorietà dell&#8217;erogazione della borsa per tutti i posti di dottorato di ricerca</strong>. Crediamo che questa richiesta vada nella direzione di una maggiore efficienza del sistema di ricerca italiano, che agevoli l&#8217;interazione fra università e imprese, che porti ad elevare la qualità delle scuole di dottorato, che stimoli i giovani migliori ad avvicinarsi a questa professione, arginando la continua fuga di cervelli all&#8217;estero. Invitiamo quindi tutti i cittadini italiani che hanno a cuore questi valori a sottoscrivere questo appello.</p>
<p>Il testo della sottoscrizione lo trovate <a href="http://www.dottorato.it/milleeuro/testo.html" target="_blank">quì</a>, per sottoscriverla andate a questo <a href="http://www.dottorato.it/milleeuro/testo.html#singoli" target="_blank">indirizzo</a>.</p>
<div class="shr-publisher-412"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Linus Torvalds Facts</title>
		<link>http://www.redsend.org/2007/11/28/linus-torvalds-facts/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 18:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepred</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Programming]]></category>
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		<description><![CDATA[Normalmente non sono abituato a riprendere su redsend.org cose apparse su altri blog, ma questa notizia merita davvero&#8230; Sono certo che tutti voi conosciate i Chuck Norris Fact, un vero culto per geek e nerd di ogni sorta e specie. Ora però anche l&#8217;insuperabile, incredibile, invincibile, magnifico Chuck ha un rivale. Ed è un rivale che viene proprio dal mondo dell&#8217;open source. Il nostro paladino è lui: &#160; Sì, niente di meno che il creatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p align="left">Normalmente non sono abituato a riprendere su <a href="http://www.redsend.org">redsend.org</a> cose apparse su altri blog, ma questa notizia merita davvero&#8230;</p>
<p align="left">Sono certo che tutti voi conosciate i <a href="http://www.chucknorrisfacts.com/">Chuck Norris Fact</a>, un vero culto per geek e nerd di ogni sorta e specie. Ora però anche l&#8217;insuperabile, incredibile, invincibile, magnifico Chuck ha un rivale. Ed è un rivale che viene proprio dal mondo dell&#8217;open source. Il nostro paladino è lui:</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><a href="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/chuck_linus.jpg" title="chuck_linus.jpg" rel="shadowbox[sbpost-407];player=img;"><img src="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/chuck_linus.jpg" alt="chuck_linus.jpg" /></a></p>
<p>Sì, niente di meno che il creatore del kernel linux, Linus Torvalds.</p>
<p>Infatti su <a href="http://www.linuxscrew.com">linuxscrew</a> sono apparsi alcuni &#8220;facts&#8221; proprio del papà del pinguino più famoso del mondo. Eccone alcuni:<br />
<span id="more-407"></span></p>
<ul>
<li>Linus Torvalds can run kill -9 and kill Chuck Norris.</li>
<li>Linus surfs the web using nothing but netcat.</li>
<li>Linus is real, unless declared Integer.</li>
<li>Linus doesn&#8217;t push the flush toilet button. He simply says &#8220;make clean&#8221;.</li>
<li>Linus Torvalds takes one look at your desktop and knows which porn sites you visited. In the last ten years.</li>
<li>There are no man pages for Linus Torvalds, only god pages.</li>
<li>Linus need not worry about Microsoft patent crap, he simply do `sudo mv /tmp/ms /dev/null`.</li>
<li>Linus Torvalds is more powerful than root.</li>
<li>If you could read Linus Torvald’s mind, you&#8217;d find that his stream of conciousness is entirely in binary.</li>
<li>Linus only has 2 buttons on his keyboard &#8217;1&#8242; and &#8217;0&#8242;.</li>
<li>Linus does not use the GCC, he _writes_ binaries.</li>
</ul>
<p>Queste sono alcune (anche se personalmente ritengo siano le migliori). Se ne volete leggere altre potete trovarle <a href="http://www.linuxscrew.com/2007/10/28/fun-chuck-norris-vs-linus-torvalds/">qui</a>.</p>
<div class="shr-publisher-407"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Anche io voglio andare a scuola!</title>
		<link>http://www.redsend.org/2007/11/11/anche-io-voglio-andare-a-scuola/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 13:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepred</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;articolo sul linux day 2007 mi ero riproposto di ritornare sul tema &#8220;Linux e le amministrazione pubbliche&#8221; ed esprimere i miei pareri al proposito. Credo che questo sia il momento buono. Perché ho l&#8217;opportunità di supportare con queste parole un progetto che da sempre ho a cuore e per cui anche in passato ho combattuto: quello di portare Linux nelle scuole. Infatti è in atto una raccolta firme per una petizione che chiede di portare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Nell&#8217;articolo sul <a href="http://www.redsend.org/2007/10/28/la-redazione-di-redsendorg-al-linux-day-2007/">linux day 2007</a> mi ero riproposto di ritornare sul tema &#8220;Linux e le amministrazione pubbliche&#8221; ed esprimere i miei pareri al proposito. Credo che questo sia il momento buono. Perché ho l&#8217;opportunità di supportare con queste parole un progetto che da sempre ho a cuore e per cui anche in passato ho combattuto: quello di portare Linux nelle scuole. Infatti è in atto una raccolta firme per una petizione che chiede di portare Linux nelle scuole italiane a cui potete partecipare attraverso il sito <a href="http://firmiamo.it/linuxscuola">http://firmiamo.it/linuxscuola</a>.</p>
<p align="center"><a href="http://firmiamo.it/linuxscuola" title="linuxscuola.png" rel="shadowbox[sbpost-362];player=img;"><img src="http://www.redsend.org/wp-content/uploads/2007/11/linuxscuola.png" alt="linuxscuola.png" /></a></p>
<p align="left">Ma perché proprio nella scuola?</p>
<p align="left"><span id="more-362"></span>Sono da anni convinto che questo sia il primo (e forse unico) passo necessario per una reale diffusione di Linux e dell&#8217;open source in generale.</p>
<p align="left">Innanzitutto per Linux nelle scuole valgono gli stessi discorsi, le stesse motivazioni che sono a supporto di qualsiasi altra proposta che mira a portare il nostro sistema operativo preferito nei pc dei nostri comuni e regioni: innanzitutto è una questione economica. Linux è gratis. Windows non lo è. OpenOffice è gratis. Microsoft Office non lo è. E la lista potrebbe continuare ancora, fino al punto di chiedersi perché noi dovremmo finanziare, attraverso le tasse, soldi che potremmo benissimo risparmiare.</p>
<p align="left">Il secondo punto sta invece nelle caratteristiche stesse del sistema operativo: Linux è più sicuro, perché gli aggiornamenti di sicurezza vengono fatti tutti i giorni e non una volta ogni sei mesi quando uscirà il prossimo Service Pack. Linux è più flessibile, perché caratterizzato da una varietà di distribuzioni che permettono di adattare al meglio il sistema operativo al proprio computer e ai propri interessi. Linux è più performante. Linux è, perché no, anche più bello, grazie a realtà come KDE4 o Compiz Fusion, al cui confronto gli effetti di Vista impallidiscono.</p>
<p align="left">Ma se i punti precedenti, come dicevo, sono validi in generale a supporto di Linux  in qualunque ambito e merito, portare l&#8217;open source e il suo sistema operativo nelle scuole ha anche altri effetti positivi. Innanzitutto ha un valore educativo altissimo: Linux è il risultato di un mondo basato sull&#8217;aiuto reciproco, sulla collaborazione, sulla condivisione e non sugli egoismi, sugli interessi personali che prevalgono sul benessere sociale. È un piccolo esempio di come la società dovrebbe essere. E credo che insegnare questo ai ragazzi, e poterlo fare attraverso un esempio così grande, sia una cosa importantissima.</p>
<p align="left">Ma oltre al valore educativo, la scelta delle scuole di passare a Linux è dettata da un forte valore morale: lo studente a cui è insegnato ad usare Windows e Office nelle scuole, anche sul proprio pc domestico vorrà utilizzare gli stessi programmi, svolgere le mansioni così come gli è stato spiegato sui pc scolastici. Ma questo significa costringere lo studente ad impegnarsi in una spesa non indifferente nell&#8217;acquisto di questi strumenti. Una spesa che spesso molte famiglie potrebbero non sostenere, o eviterebbero volentieri. Oppure questo significa invitare i ragazzi a ricorrere alla pirateria, a software illegale: non certo un invito moralmente valido. Invece io, con il mio sistema operativo Linux posso andare orgoglioso di non avere assolutamente nessun software pirata installato sul mio SO. E senza aver speso una lira (né un euro).</p>
<p align="left">Infine insegnare ai giovani di oggi ad usare Linux significa preparare la prossima generazione ad usare in maniera conscia e sapiente questo sistema, in modo da garantire una migrazione più naturale e indolore da un modello Microsoft-based ad un modello opensource-based, nelle amministrazioni pubbliche, così come in ambiti privati.</p>
<p align="left">Ecco perché credo che Linux nelle scuole oggi sia importante più di qualsiasi altra battaglia verso la diffusione di questo sistema operativo. E voi?</p>
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		<title>La redazione di redsend.org al Linux Day 2007</title>
		<link>http://www.redsend.org/2007/10/28/la-redazione-di-redsendorg-al-linux-day-2007/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 17:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deepred</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Università ]]></category>
		<category><![CDATA[blender]]></category>
		<category><![CDATA[gpl]]></category>
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		<category><![CDATA[open-source]]></category>
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		<category><![CDATA[virtualbox]]></category>

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		<description><![CDATA[Come avrete letto nei post precedenti la redazione di redsend.org è stata presente al linux day organizzato dallo hcsslug e dall&#8217;associazione hopfrog venerdì 26 ottobre all&#8217;interno dell&#8217;università degli studi di salerno e sabato 27 presso il teatro bis a Salerno. Le due giornate sono cominciate con la visione di Revolution OS, il documentario sull&#8217;open source del 2001, che racconta e fa raccontare ai suoi principali protagonisti (Stallman, Torvalds, Raymond, Augustin, &#8230;) la nascita e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Come avrete letto nei post precedenti la redazione di redsend.org è stata presente al linux day organizzato dallo <a href="http://www.hcsslug.org/">hcsslug</a> e dall&#8217;associazione <a href="http://www.hopfrog.it/">hopfrog</a> venerdì 26 ottobre all&#8217;interno dell&#8217;università degli studi di salerno e sabato 27 presso il teatro bis a Salerno.</p>
<p><span id="more-323"></span>Le due giornate sono cominciate con la visione di Revolution OS, il documentario sull&#8217;open source del 2001, che racconta e fa raccontare ai suoi principali protagonisti (Stallman, Torvalds, Raymond, Augustin, &#8230;) la nascita e la diffusione di Linux (o come ci tiene a correggere Stallman GNU/Linux). Un documentario che credo tutti quelli che come me nel mondo dell&#8217;open source da qualche anno avranno già visto e rivisto più di una volta. Sebbene sia una tradizione ormai costante dei linux day di Salerno cominciare con questo video, ho notato comunque un discreto interesse da parte di coloro che si avvicinassero a linux e all&#8217;open source per la prima volta.</p>
<p>E questa dualità di vedute è stata una costante dell&#8217;intero linux day: infatti il profilo dei seminari iniziali è stato di livello piuttosto basso, da una presentazione dell&#8217;open source ad una veloce e, non me ne voglia nessuno, un pò impacciata carrellata delle diverse distribuzioni linux fino ad una presentazione abbastanza generica di alcuni tra i maggiori progetti open source come python e blender.</p>
<p>Gli organizzatori, in una discussione tenuta di lì a poco, ci hanno spiegato che si è volutamente creato un linux day di profilo entry level, per favorire coloro che si stiano affacciando da poco al mondo open source e linux. Una posizione valida e rispettabile. Anche se&#8230;</p>
<p>Anche se forse sono stato abituato male dai linux day 2004 e 2005 organizzati dallo XaLUG, in cui ho sentito parlare per la prima volta di Web Services, piuttosto che di freevo e degli home multimedia basati su linux. In cui ho visto seminari sul bash programming (e ci vuole coraggio!!!) e su svariati sistemi di sicurezza. Eppure a quei tempi anche io ero nuovo a linux (anche se usavo già Gentoo). E credo che un linux day che stimoli la conoscenza, la curiosità, l&#8217;intelligenza dei presenti (che in quanto presenti significa che in un certo qual modo siano già interessati a linux e all&#8217;open source) possa avere effetti positivi più di un &#8220;profilo entry level&#8221;.</p>
<p>Credo che piuttosto di una generica presentazione dell&#8217;open source e del free software, avrebbe avuto più senso un seminario che avesse spiegato effettivamente cosa significasse rilasciare un software sotto licenza GPL, cos&#8217;è la GPLv3 e perchè in molti non sono d&#8217;accordo con essa, e cosa sono le licenze di Apache o di Eclipse, e cosa è e cosa c&#8217;entrano con l&#8217;open source i Creative Commons. Certo anche un pò di legalese non sarebbe stato male, come non sarebbe stato male spiegare le mille facce dell&#8217;economia dell&#8217;open source, di come è possibile guadagnare facendo software aperto. Credo che conoscere questo sarebbe servito a spingere molti dei presenti a supportare l&#8217;open source in maniera più convinta di quanto facciano ora. Credo che conoscere questo sarebbe servito a spingere molti dei presenti a scrivere codice aperto (eravamo in un aula della facoltà di informatica e persone capaci di programmare ce ne erano parecchie). E sarebbe servito a molti dei non programmatori a convincersi a richiedere servizi aperti per le loro aziende, per le loro occupazioni.</p>
<p>Così come credo che far conoscere python o blender nel dettaglio possa effettivamente dimostrare come essi siano migliori e preferibili alle loro alternative non open.</p>
<p>Se il giudizio sulla prima metà della mattinata di venerdì può sembrare negativo, migliora grazie alla presentazione del progetto <a href="http://www.play-on.it/">PlayOn</a>: due società che lavorano nel campo dello sviluppo dei videogiochi hanno creato una piattaforma che distribuiscono apertamente per far diventare chiunque lo voglia un programmatore di videogiochi. La presentazione, seppure preceduta da un intro commerciale, è stata abbastanza interessante permettendo di entrare nei dettagli del framework creato e dando anche esempi pratici sullo sviluppo di un gioco.</p>
<p>Per quanto riguarda la giornata di sabato si è avuta la stessa dualità tra temi entry level (non è possibile un seminario per presentare OpenOffice.org Impress!) e argomenti di profilo più alto, come quello dell&#8217;anonimato e di TOR (che a breve sarà presentato su redsend.org dato che ultimamente ho avuto parecchio a che fare con questo strumento) o della virtualizzazione e VirtualBox.</p>
<p>Da notare nella giornata di sabato l&#8217;impegno politico dell&#8217;associazione hopfrog nel cercare di diffondere l&#8217;open source nella pubblica amministrazione: un impegno costante da qualche anno, che li ha portati a essere sostenitori di numerose petizioni e manifestazioni sul tema e che ha fatto sì organizzassero una interessante tavola rotonda con rappresentati politici e sindacali.</p>
<p>In realtà su questo argomento ci sarebbe molto da dire, il che allungherebbe troppo questo già lungo post. Quindi rimando una discussione su questo tema ad un prossimo post. Intanto mi interesserebbe sentire cosa ne pensa la comunità di redsend.org a proposito del profilo che un linux day (o qualsiasi altra manifestazione del genere) debba tenere. Meglio &#8220;entry level&#8221; o &#8220;medium-high level&#8221;?</p>
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		<title>Progetto USB Power Switch (giorno 3)</title>
		<link>http://www.redsend.org/2007/02/03/progetto-usb-power-switch-giorno-3/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Feb 2007 19:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redsend</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università ]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo accorti che&#8230; nei giorni precedenti quello che avevamo fatto non centrava niente con il progetto&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ci siamo accorti che&#8230;</p>
<p><center><img src="http://www.redsend.org/photoBlog/usbPowerSwitchg3.jpg" border="0" /></center></p>
<p>nei giorni precedenti quello che avevamo fatto non centrava niente con il progetto&#8230;</p>
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		<title>Progetto USB Power Switch (giorno 1)</title>
		<link>http://www.redsend.org/2006/12/13/progetto-usb-power-switch-giorno-1/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 16:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redsend</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università ]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><center><embed style="width:400px; height:326px;" id="VideoPlayback" type="application/x-shockwave-flash" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=6188158580583754539&#038;hl=it" flashvars=""> </embed></center></p>
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		<title>Ingegneria del Software &#8211; Riassunti</title>
		<link>http://www.redsend.org/2006/11/15/ingegneria-del-software-riassunti/</link>
		<comments>http://www.redsend.org/2006/11/15/ingegneria-del-software-riassunti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2006 11:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redsend</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università ]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho aggiunto nella sezione &#8220;download/Universita&#8221; i riassunti di Ingegneria del Software 1 e 2. Nella prima parte viene fatta una breve panoramica su cosa è un Prodotto Software, cos&#8217;è l&#8217;Ingegneria del Software e su i vari modelli di Ciclo di Vita del Software (CVS). Invece nella seconda parte vengono trattati i Sistemi Lagacy, come sono strutturati, il loro design e i rischi che si corrono nel migrare tali sistemi. Viene fatta una panoramica superficiale sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ho aggiunto nella sezione &#8220;download/Universita&#8221; i riassunti di Ingegneria del Software 1 e 2.<br />
Nella prima parte viene fatta una breve panoramica su cosa è un Prodotto Software, cos&#8217;è l&#8217;Ingegneria del Software e su i vari modelli di Ciclo di Vita del Software (CVS).<br />
Invece nella seconda parte vengono trattati i Sistemi Lagacy,  come sono strutturati, il loro design e i rischi che si corrono nel migrare tali sistemi. Viene fatta una panoramica superficiale sulle diverse strategie di &#8220;cambiamento&#8221; (Software Change), di &#8220;mantenimento&#8221; (Software Maintenance) e di reingegnerizzazione (Re-Engineering).</p>
<p>AGGIORNAMENTO: Aggiunto file di Ingegneria del Software 2 che parla del Testing.</p>
<p><strong>File:</strong></p>
<p><a href="http://www.redsend.org/magazzino/Universita/Ing.Software%202/Lagacy%20System.pdf"> Ingegneria del Software 1.pdf</a> (85.8 KB)<br />
<a href="http://www.redsend.org/magazzino/Universita/Ing.Software%202/Altro.pdf"> Ingegneria del Software 2.pdf</a> (178.9 KB)<br />
<a href="http://www.redsend.org/magazzino/Universita/Ing.Software%202/Testing.pdf"> Ingengneria del Software 2 &#8212; Testing.pdf</a> (103.6 KB)</p>
<div class="shr-publisher-108"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Attestato di Laurea di primo livello</title>
		<link>http://www.redsend.org/2006/09/27/attestato-di-laurea-di-primo-livello/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Sep 2006 13:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redsend</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università ]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><img src="http://www.redsend.org/photoBlog/attestato_laurea.jpg" border="0" /></p>
<div class="shr-publisher-95"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Aggiornamento riassunti di Analisi Numerica</title>
		<link>http://www.redsend.org/2006/01/31/aggiornamento-riassunti-di-analisi-nimerica/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2006 19:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redsend</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università ]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho aggiornato i riassunti di Analisi Numerica, sono state apportate alcune modifiche non sostanziali, ora ci manca solo la parte sul calcolo integrale, na bella batosta, ma dicono che è abbastanza facile io ancora non l&#8217;ho studiato. AGGIORNAMENTO: ecco i  link per scaricare gli appunti di analisi numerica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ho aggiornato i riassunti di Analisi Numerica, sono state apportate alcune modifiche non sostanziali, ora ci manca solo la parte sul calcolo integrale, na bella batosta, ma dicono che è abbastanza facile io ancora non l&#8217;ho studiato.</p>
<p>AGGIORNAMENTO: ecco i  link per scaricare gli <a href="http://www.redsend.org/downloads/?ls=Universita/Analisi%20Numerica">appunti di analisi numerica</a></p>
<div class="shr-publisher-62"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Riassunti Sicurezza e Analisi Numerica</title>
		<link>http://www.redsend.org/2006/01/25/riassunti-sicurezza-e-analisi-numerica/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2006 19:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redsend</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università ]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho aggiunto nella sezione download i riassunti del corso di Sicurezza su Reti e quelli di Analisi Numerica, come sempre ci ha pensato il mio amicone (in tutti i sensi) Diodato in arte deepred a farli, con tanta buona volantà &#8230; Mandate email o commenti in caso di errori o imperfezioni, oppure anche per ringraziamenti (sono sempre graditi :-) ) AGGIORNAMENTO: ecco i link per scaricare gli appunti sicurezza su reti e analisi numerica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ho aggiunto nella sezione download i riassunti del corso di <strong>Sicurezza su Reti</strong> e quelli di <strong>Analisi Numerica</strong>, come sempre ci ha pensato il mio amicone (in tutti i sensi) Diodato in arte deepred a farli, con tanta buona volantà &#8230;</p>
<p>Mandate email o commenti in caso di errori o imperfezioni, oppure anche per ringraziamenti (sono sempre graditi :-) )</p>
<p>AGGIORNAMENTO: ecco i link per scaricare gli appunti <a href="http://www.redsend.org/downloads/?ls=Universita/Sicurezza%20su%20reti">sicurezza su reti</a> e <a href="http://www.redsend.org/downloads/?ls=Universita/Analisi%20Numerica">analisi numerica</a></p>
<div class="shr-publisher-59"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Sicurezza su reti 2</title>
		<link>http://www.redsend.org/2005/11/29/sicurezza-su-reti-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2005 17:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redsend</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università ]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho inserito la seconda parte dei riassunti di &#8220;Sicurezza su Reti&#8221;, in questo capitolo si parla della crittoanalisi e in particolare quella del cifrario di Vigenè e apportata da Kasisji e Babbage intorno al 1850. Pu sembrare vecchia e inutile ma vi sono molti concetti fondamentali per affrontare gli altri argomenti della crittografia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ho inserito la seconda parte dei riassunti di &#8220;Sicurezza su Reti&#8221;, in questo capitolo si parla della <b>crittoanalisi</b> e in particolare quella del cifrario di <b>Vigenè e</b> apportata da Kasisji e Babbage intorno al 1850. Pu sembrare vecchia e inutile ma vi sono molti concetti fondamentali per affrontare gli altri argomenti della crittografia.</p>
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		<title>Sicurezza su reti</title>
		<link>http://www.redsend.org/2005/11/24/sicurezza-su-reti/</link>
		<comments>http://www.redsend.org/2005/11/24/sicurezza-su-reti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2005 16:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redsend</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università ]]></category>

		<guid isPermaLink="false"></guid>
		<description><![CDATA[Ho deciso di scrivere una sorta di riassunto del corso che sto seguendo all&#8217;universitè su Sicurezza su Reti, in questa prima parte si parla di Crittografia, in particolare nel primo documento, di crittografia classica. Si parlerè anche di crittoanalisi nei prossimi documenti. Tutto il materiale è reperibile dalla sezione download/Universitè nei documenti sono presenti delle immagini prese dalle slides della professoressa del mio corso (senza permesso, dovr chiederlo!!!) quindi la ringrazio in anticipo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ho deciso di scrivere una sorta di riassunto del corso che sto seguendo all&#8217;universitè su Sicurezza su Reti, in questa prima parte si parla di Crittografia, in particolare nel primo documento, di <b>crittografia classica</b>. Si parlerè anche di <b>crittoanalisi</b> nei prossimi documenti.</p>
<p>Tutto il materiale è reperibile dalla sezione download/Universitè  nei documenti sono presenti delle immagini prese dalle slides della professoressa del mio corso (senza permesso, dovr chiederlo!!!) quindi la ringrazio in anticipo.</p>
<div class="shr-publisher-37"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Cambio directory download Universit&#224; in Universita (causa explorer merda)</title>
		<link>http://www.redsend.org/2005/11/22/cambio-directory-download-universit-in-universita-causa-explorer-merda/</link>
		<comments>http://www.redsend.org/2005/11/22/cambio-directory-download-universit-in-universita-causa-explorer-merda/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2005 00:43:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Università ]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho dovuto modificare la directory do download dei documenti inerenti all&#8217;universitè per motivi di compatibilitè con explorer perchè purtroppo devono imparargli ancora a leggere bene, in particolare gli accenti, ma d&#8217;altronde che volete sono solo alla versione 6 e ora mi sembra la 7beta, a leggere si impara verso quest&#8217;età per uno normale, ma sappiamo i sui problemi. Poi c&#8217;è chi nasce dotato come Firefox o Opera, il prima è solo alla versione 1.7 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ho dovuto modificare la directory do download dei documenti inerenti all&#8217;universitè per motivi di compatibilitè con explorer perchè purtroppo devono imparargli ancora a leggere bene, in particolare gli accenti, ma d&#8217;altronde che volete sono solo alla versione 6 e ora mi sembra la 7beta, a leggere si impara verso quest&#8217;età per uno normale, ma sappiamo i sui problemi. Poi c&#8217;è chi nasce dotato come Firefox o Opera, il prima è solo alla versione 1.7 e sè leggere bene, non ha problemi con le accento!!!!</p>
<p>La nuova directory per scaricare i documenti è <a href="http://www.redsend.org/download/?ls=Universita">download/Universita</a></p>
<div class="shr-publisher-33"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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