Perché non comprerò ebook (per ora)

In questi giorni su twitter si sta sviluppando una discussione intorno agli ebook molto interessante.
Un episodio degno di nota, che mi ha spinto a scrivere questo post, è stato il post pubblicato da Luca Conti sul suo blog riguardo al prezzo degli ebook. In particolare si parlava dellultimo libro di Luca De Biase e del fatto che la versione cartacea costasse meno di quella elettronica.

Su twitter ho dato qualche risposta veloce e poi ho pensato di approfondire un attimo la questione e scrivere qualche considerazione più ragionata.

Penso che ci siano almeno 7 fattori che, ora come ora, mi spingono a non comprare un ebook. Ci sono sicuramente fattori più importanti di altri e lelenco che segue non è in ordine di importanza. Cercherò, quando possibile, di fare anche esempi pratici a supporto dei vari punti.
1) Fattore prezzo

Questo lho messo per primo perché, inevitabilmente, quando penso agli ebook penso al loro costo. Girando spesso tra i negozi online mi capita di confrontare prezzi di libri con le loro versioni elettroniche, soprattutto nel campo della manualistica. La differenza tra i prezzi è, a volte, irrisoria e, senza voler considerare il caso estremo di Luca De Biase, su manuali da 40/50 euro, il relativo ebook costa circa 30/40 euro! Stiamo scherzando?!
Perché mai dovrei comprare un FILE quando con 10 euro in più posso avere la versione cartacea??
Lo stesso vale per libri più economici: se un volume costa 20 euro e il relativo ebook ne costa 17,50 mi viene automatico aggiungere due miseri euro e comprare il cartaceo.
Visto che ritengo la versione cartacea molto più interessante (per i motivi che elencherò sotto) non riesco proprio a prendere in considerazione lalternativa elettronica.
Discorso diverso sarebbe se gli ebook costassero di meno. Dove per di meno intendo molto di meno.
Le cifre di riferimento dovrebbero essere quelle della musica.
Un ebook può diventare interessante e competitivo sotto i 5 euro. Se la versione elettronica di un libro da 15/20 euro costasse 2/3 euro allora sarei molto più invogliato ad acquistarlo. Soprattutto perché, in questo modo, si attiva il ragionamento di lo scarico, lo leggo e se mi piace spendo i 20 euro per la versione cartacea. Cosa che faccio abitualmente utilizzando google libri.
2) Fattore libreria

Strettamente legato al fattore emozione, il fattore libreria ha varie componenti. Il poter conservare, classificare e ordinare i propri volumi secondo i criteri più assurdi, al limite del feticismo in alcuni casi, è sicuramente un elemento da non sottovalutare. E, vi prego, non ditemi che con iBooks o la vostra cartella PDF è la stessa cosa!
Passo davanti alla libreria, do uno sguardo veloce e trovo, direttamente dal colore della copertina, quel libro a cui sono tanto affezionato. Colloco i volumi di una collana uno vicino allaltro in modo che, sempre a colpo docchio, individuo subito quali sono e dove si trovano. Posiziono quelli che leggo più spesso sulle mensole in basso e gli altri li relego sulle mensole alte.
Insomma la libreria ha un forte valore estetico ma anche un valore organizzativo non da poco.
3) Fattore prestito

Il fattore prestito si divide in due: il lato tecnologico e il lato emozionale. Il lato emozionale è comune a molti di questi punti (penso, infatti, che sia uno dei più importanti) ed è, semplicemente, la praticità di prendere un libro da uno scaffale e darlo allamico con cui si sta colloquiando.
Ti trovi li che fai il figo citando a memoria tutti i libri di Umberto Eco, alla fine lo convinci a leggere Il pendolo di Foucault e un minuto dopo lui ha il libro in mano e lo porta a casa.
Il lato tecnologico è invece legato alla questione DRM. Largomento è lungo e complesso e sarebbe da discutere in un post a parte ma, indipendentemente da cosa penso riguardo ai DRM, questa tecnologia in se rende difficile se non impossibile, in certi casi, alcune operazioni sui libri come, ad esempio, il prestito.
Non sono libero di fare quello che voglio con un libro che è MIO.
4) Fattore emozione

Qui dovrei scrivere un libro!
Cerco di essere breve conscio del fatto che i discorsi emotivi riguardo ai libri sono più o meno sempre gli stessi.
Ogni libro è unemozione.
E unemozione il momento dellacquisto, con le ore passate alla Feltrinelli a spulciare tra gli scaffali.
E unemozione il ritorno a casa e il primo capitolo letto subito, al volo, sul divano.
E unemozione tirarlo fuori dallo zaino mentre sei in treno.
E unemozione il tocco delle dita sulla carta.
E unemozione il fruscio della carta ad ogni cambio pagina.
E unemozione poter vedere quante pagine ti mancano alla fine.
E unemozione quando un amico ti porta a casa un libro che gli avevi prestato anni prima e nemmeno te ne ricordavi.
E unemozione quando a casa di un amico vedi un libro nella sua libreria e poi te lo presta.
Devo aggiungere altro?
Lequivalente in un ebook sarebbe qualcosa tipo: scrolla, scrolla, click, click, salva con nome, sposta nella cartella.
Perché dovremmo rinunciare a tutto questo?
5) Fattore comodità

I libri sono comodi e i vari iPad, iPhone, kindle e altri non potranno riprodurre la stessa comodità.
Qualcosa a riguardo si evince già dai punti 2 e 3 ma, oltre a quelle elencate sopra, ci sono altre comodità come: poter tirare fuori un libro in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, tenerlo in una sola mano, muoversi comodamente in poco spazio, non avere la preoccupazione per la batteria o che rubino liPad in metropolitana.
Il libro lo butti nello zaino e scappi. Scendi dal treno, passi sul bus, hai altri 5 minuti e lo tiri di nuovo fuori. Non devi accendere o spegnere niente, non devi avviare programmi, non devi caricare file. Apri al volo con il tuo bel segnalibro, o la classica orecchia, e riprendi da dove eri rimasto.
In ufficio ne metti un paio sulla scrivania per il tempo libero, in bagno ne metti qualcuno più easy per i momenti di relax, mentre sei alla Mondadori ne sfogli decine senza accorgertene, ne lasci uno di quelli tascabili nel cruscotto della macchina per quando aspetti nei parcheggi, e cosi via.
6) Fattore appunti

Più in generale, qui mi riferisco ad appunti, note, segnalibri, pieghe e tutto quello che si può fare con un libro cartaceo. Certo, molte di queste operazioni hanno un equivalente nelle loro versioni elettroniche ma ci sono alcuni casi, come quello dei libri scolastici/universitari, dove determinati meccanismi non sono riproducibili. Pensate alla quantità di note scarabocchiate in giro, la velocità di scrivere poi cancellare e poi riscrivere qualcosa, i fogli lasciati in mezzo alle pagine, i segnalibri adesivi colorati per individuare gli argomenti.
Negli ebook i vantaggi sono sul lato della ricerca: mi ricordo quella parola chiave oppure quella citazione o quel determinato autore e allora cerco direttamente nel file e in un secondo arrivo alla pagina desiderata. Questo un libro non lo avrà mai, ma per quanto riguarda la praticità e la velocità delle operazioni descritte sopra non ci sono eguali in un ebook.
7) Fattore stanchezza

Quando leggo qualcosa da un dispositivo elettronico (che sia pc o altro) mi stanco e mi distraggo più facilmente. Con i libri no.
Dopo un po di tempo gli occhi si affaticano molto, la concentrazione non è la stessa e perdo più frequentemente il filo. Con i libri riesco a leggere per ore senza sentire la stanchezza e faccio più attenzione a quello che leggo.
Inoltre, con le letture elettroniche, ho la tendenza a saltare i paragrafi, cercare di velocizzare la lettura e terminare prima.
Non so se capita lo stesso anche ad altri ma, dal mio punto di vista, questo mi fa sempre prediligere un libro cartaceo, soprattutto per argomenti dove lattenzione è fondamentale.
In particolare con le letture da lavoro (manuali per lo più) uso per versioni elettroniche per cercare velocemente gli argomenti e poi i libri per studiarli e approfondirli.

Credo di aver detto tutto, queste sono i miei fattori pro-libri. Sarebbe interessante conoscere anche le vostre opinioni.
Che ne pensate? Comprate ebook? Se si o no, perché?